La mia prima esperienza in Svizzera
Il 20 settembre 2024 siamo andati in aeroporto accompagnati da mia mamma e mio fratello. Avevamo deciso di andare con la nostra macchina, ma all’ultimo momento è successo un imprevisto: il mio ragazzo Genni non riusciva a trovare parcheggio disponibile. Nella foto eravamo in aeroporto, in attesa dell’orario di partenza. Ero molto emozionata all’idea di partire per la Svizzera: era la mia prima volta lì, un’esperienza bellissima e unica.



Siamo passati attraverso il metal detector per assicurarci di non avere addosso oggetti pericolosi. Dopo che le nostre valigie sono state controllate, ci siamo sistemati e avviati verso la sala d’attesa, dove si aspetta il pullman che porta all’aereo.
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Saliti a bordo, ci siamo accomodati e abbiamo allacciato le cinture prima dell’annuncio. Dopodiché, il mio ragazzo ha ordinato qualcosa da mangiare. Il cibo in aereo costa il doppio, ma che dire… almeno una volta ogni tanto possiamo assaggiare qualcosa di diverso. Durante il volo abbiamo assaggiato i Brownie, le Pringles alla paprika, una pizza, un latte macchiato, un Croque monsieur caldo e una Fanta. Il viaggio è durato tre ore, e ce lo siamo goduti in pieno. Dal finestrino si vedevano le nuvole, sembravano zucchero filato, e in lontananza si intravedevano anche le montagne coperte di neve.
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Appena siamo atterrati a Zurigo, ho provato una sensazione nuova, come se fossi già a casa, in una terra diversa, con aria pulita, persone nuove e soprattutto con la percezione di conoscere quei luoghi. Abbiamo girato per tutto l’aeroporto di Zurigo, dove c’erano molti negozi interessanti, in particolare quelli di cioccolato per i turisti. I prezzi, ahimè… erano carissimi.
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Il posto era pulito, nemmeno un briciolo di carta a terra, e c’erano tanti tombini di alto livello ovunque. Le strade erano impeccabili, le persone erano fredde ma soprattutto corrette, ordinate e in forma. La Svizzera è costosa, tutto ciò che vedevo lo era. Vendevano le stesse cose che ci sono qui in Italia, ma lì costavano il triplo. Anche per gli svizzeri la Svizzera è cara. Ad esempio, una bottiglia d’acqua nei ristoranti poteva costare 10 franchi.
Tornando a noi, la Svizzera è il posto più bello e pulito al mondo, o almeno si può definire il paradiso in terra! Nelle strade si potevano usare solo mezzi come il tram, l’autobus e le biciclette. Le persone rispettavano tutte le norme di sicurezza. C’era un’infinità di parcheggi per le biciclette, sia in strada che sotto i palazzi, come fossero parcheggi per le auto. In Svizzera c’è un forte senso di fiducia: nessuno ruba e tutti portano rispetto l’uno all’altro. Se qualcuno manca di rispetto, le persone tendono a non avere più nulla a che fare con lui.
Gli svizzeri sono già freddi di loro, e questo può far sentire a disagio i turisti più calorosi, che potrebbero iniziare a chiedersi perché siano così distaccati. Caratterialmente, sono severi con i turisti italiani, specialmente con gli italiani che vivono lì e parlano tedesco. Io non riuscirei a vivere così perché, per come sono fatta, sono molto calorosa e non accetto la freddezza. Questo mi porta a intristirmi e a chiudermi. Bisogna saper vivere in un posto come quello.
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Questi sono i contanti e le monete in franchi. Innanzitutto, la moneta da 5 franchi non è una semplice moneta, ma è una moneta enorme! Sì, è vero… anche io sono rimasta sbalordita quando l’ho vista. Quando siamo tornati a casa, avevamo ancora altri contanti e monete in franchi. Li tengo come ricordo, oppure li useremo per il prossimo viaggio.
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Nello stesso giorno in cui siamo arrivati, ci siamo diretti in un B&B. Dopo esserci sistemati e aver messo tutti i vestiti nell’armadio, rifatto il letto e sistemato il resto, la sera siamo usciti a piedi per fare una passeggiata nei dintorni. Io, il mio ragazzo e sua mamma volevamo prendere una boccata d’aria. Siamo andati in un centro commerciale chiamato Einkaufszentrum Rosenberg.
Il centro commerciale è abbastanza grande, ma siamo riusciti ad entrare solo in uno dei negozi perché stavano chiudendo piano piano. Siamo entrati da K KIOSK, l’unico negozio ancora aperto. Ho preso uno Slushy Jack’s, una granita al succo di mirtillo che costava 3 franchi – buonissima. Alla fine, ho comprato anche dello zucchero filato e mi sono goduta lo spettacolo mentre lo preparavano. Costava circa 7 franchi. Il mio ragazzo me l’ha offerto e ha anche fatto video e foto mentre lo gustavo.
Le sedie su cui ci siamo seduti erano particolari, avevano la forma di lettere dell’alfabeto, e sembrava quasi di comporre parole semplicemente sedendoci.
Abbiamo anche visto una chiesa moderna, che ogni tanto emetteva il suono delle campane. Sulla colonna della chiesa c’era un grande orologio color oro. Non siamo entrati perché era chiusa, ma non ci importava molto, dato che eravamo alla ricerca di un ristorante, un bar o un centro commerciale per svagarci un po’. Eravamo in cerca di novità.
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Centro commerciale- Einkaufszentrum Rosenberg.

Dopo essere stati al centro commerciale, siamo usciti per cercare un ristorante o un pub dove mangiare perché eravamo affamati. Abbiamo scoperto un ristorante chiamato Hans Im Glück – Winterthur, situato proprio vicino al centro commerciale. Il ristorante era bellissimo: le sedie erano altalene, e tutto – dai tavoli agli arredi – era in legno. Abbiamo ordinato giusto qualcosa per assaggiare: patatine fritte dolci e salate, qualche salsa e infine dell’acqua.
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Il giorno dopo siamo andati a sparare. Pensavo che ci saremmo annoiati, e invece è stato divertente e bellissimo. Le ore sono passate velocemente e non ci siamo affatto annoiati. Il posto in cui siamo stati a sparare si trova in mezzo al nulla, lontano dal paese, isolato nel bosco. In questo bosco hanno costruito un grande perimetro dove si può sparare ogni anno. È uno sport chiamato Shooting Society. Invitano un gruppo di persone a radunarsi e partecipare all’evento.
Questo posto si trova a Kloten, presso Schiessplatz Tegital, e vicino c’è anche l’aeroporto dove siamo atterrati. Ho assaggiato il nuovo succo svizzero Rio d’Oro ‘APFELSCHORLE’, un succo di mela frizzante. All’inizio, quando l’ho provato, mi sembrava avere un gusto orribile, ma col tempo è diventato quasi irresistibile, tanto che ne ho bevute circa tre bottigliette. È come bere un succo di frutta, ma con l’aggiunta di bollicine. Buonissimo!
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Mentre preparavano tutti gli attrezzi per sparare, siamo andati a farci un giro nei dintorni, ammirando ogni angolo del posto e a farci le foto. Eravamo circondati dagli alberi, immersi nel bosco. Non potevamo allontanarci troppo perché c’era il rischio di incontrare un orso. 🌲
Abbiamo anche parlato con alcuni nostri amici in inglese. Alcuni di loro, però, preferivano parlare in italiano con noi, quindi è stato un bel mix tra un’esercitazione di inglese e italiano.
In Svizzera, infatti, c’è la possibilità che ci siano orsi.
Su internet ho trovato queste informazioni:
”Dal primo ritorno nel 2005, sono state segnalate osservazioni di orsi nei cantoni di Berna, Grigioni, Lucerna, Nidvaldo, Obvaldo, Svitto, Ticino, Uri e Vallese. I segni della presenza dell’orso sono monitorati dal KORA Monitoring Center. L’area di distribuzione dell’orso bruno in Svizzera è rappresentata secondo le categorie SCALP 2023.”
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Prima di sparare, uno di loro sale sulla collina del campo per issare la bandiera rossa. Questo indica che l’area è pericolosa e pronta per l’uso delle armi, così le persone nei dintorni sanno se possono passare o meno.
Alla fine delle esercitazioni, la bandiera rossa viene tolta per segnalare che la zona è sicura e chi passeggia nei dintorni può stare tranquillo. Dopo che avevano finito di preparare gli attrezzi, gli esperti di armi si radunavano per primi e iniziavano a sparare. Il fucile era il primo a essere provato.
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Una volta che loro avevano terminato, toccava a noi. Ci hanno spiegato, passo dopo passo, come posizionarci e maneggiare correttamente il fucile. Ovviamente, gli esperti erano accanto a noi per evitare qualsiasi rischio. Devo dire che quando ho preso in mano il fucile per la prima volta, mi ci è voluto parecchio tempo prima di premere il grilletto.
Non avevo il coraggio di farlo. Dopo vari minuti, con tutta la forza che avevo, mi sono fatta coraggio. Gli altri mi stavano aspettando, quindi ho chiuso gli occhi per un secondo, ho respirato profondamente… e ho sparato!
Il primo colpo è stato scioccante. Quando si spara, l’arma ha un forte rinculo, e la spalla deve essere ben salda per reggere l’impatto. Dopo diversi colpi, la mia spalla ha iniziato a risentirne, ma l’esperienza è stata davvero intensa e indimenticabile.
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Le ore passavano e, dopo aver usato il fucile, ci hanno insegnato a usare la pistola. Anche in questo caso, gli esperti erano sempre accanto a noi.
Ci hanno spiegato come posizionarci e maneggiare l’arma in modo sicuro. Ero ansiosa di provarla, perché non avrei mai immaginato di trovarmi a toccare un’arma così pericolosa. Solo l’idea mi metteva un po’ in agitazione.Dopo averci mostrato come smontare e rimontare la pistola, è arrivato il nostro turno. Questa volta, però, senza caricarla con i colpi. L’obiettivo era vedere se ci ricordavamo i passaggi corretti.
All’inizio non è stato facile, ma dopo un po’ di allenamento, abbiamo iniziato a memorizzare tutto. Ogni tanto dimenticavamo qualche passaggio, ma con il tempo e la pratica le cose sono andate meglio.
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Abbiamo anche conosciuto nuove persone, simpatiche ed educate. Sono stati davvero gentili e ci hanno offerto di tutto. Ci siamo sentiti accolti e benvoluti. Dopo ore di allenamento e prove, ci siamo aiutati a vicenda a raccogliere tutti i bossoli a terra. Ce n’erano tantissimi. Uno di loro mi ha regalato un bossolo che avevo sparato io, finito a terra fuori bersaglio, ma ancora intatto e senza polvere all’interno.L’ho portato con me in Italia, come ricordo di quell’esperienza.
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Dopo aver finito tutto e raccolto i bossoli, mentre gli altri sistemavano l’attrezzatura, ci siamo radunati in macchina e ci siamo diretti verso un’area picnic noleggiabile accanto al campo, sempre a Schiessplatz Tegital, a pochi metri di distanza. 🏡
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Era un posto meraviglioso, un vero paradiso. Il prato si estendeva ovunque, e gli alberi dalle foglie rosse dipingevano il paesaggio come una tela autunnale. Intorno ai tronchi si arrampicava l’erba, creando un’atmosfera quasi fiabesca. Mi rilassava la mente, e avrei voluto restarci per giorni. L’aria era così pulita che riempivo i polmoni a pieni respiri, sentendomi davvero a casa. 🌲✨
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Al centro del cortile c’era una grande brace rotonda, circondata da panchine. Anche qui ho immortalato quei momenti splendidi con delle foto. 🔥
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Ognuno di noi aveva portato del cibo per la grigliata, e mentre ci radunavamo attorno alla brace, abbiamo iniziato a chiacchierare anche con alcune persone svizzere, in inglese.Devo ammettere che non sono bravissima con l’inglese, ma qualcosa riuscivo a dire.
Per fortuna, il mio ragazzo è un esperto, così mi affiancavo a lui per farmi aiutare quando non trovavo le parole giuste. Alcuni di loro parlavano anche italiano. Ci ha sorpreso scoprire che gli svizzeri, oltre al tedesco, parlano spesso inglese e italiano. Quando uno di loro ha iniziato a parlarci in italiano, ci siamo sentiti subito più a nostro agio e le conversazioni sono diventate ancora più spontanee.
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Dopo lunghe chiacchierate, risate e momenti di divertimento, è calata la notte. Ognuno ha acceso una candela, una torcia o semplicemente la luce del telefono. Non si vedeva nulla intorno a noi, ma il fuoco della brace illuminava debolmente i nostri volti.
A quel punto, io non vedevo l’ora di tornare a casa. Ero stanca e sognavo solo di mettermi a dormire. Se non sbaglio, si erano fatte circa le 23:00.
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Il giorno dopo siamo andati a vedere le cascate del Reno. Abbiamo parcheggiato l’auto al parcheggio di Rheinfallstrasse (nei pressi di
schaffhausen) e abbiamo proseguito a piedi lungo il Rheinfallquai. Lungo il percorso ci siamo fermati a fare alcune foto. Alla fine del tragitto, davanti a noi si apriva uno spettacolo incredibile: la cascata più grande, le famose cascate del Reno, con altre piccole cascate ai lati che completavano la vista. 🌊💦🌿
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Abbiamo continuato fino a raggiungere Laufengasse, una strada che ci ha portato in una piazza chiamata “Schöne Skulptur”. Qui ci siamo fermati per una pausa, abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo seduti a chiacchierare, godendoci il paesaggio. Abbiamo scattato altre foto mentre osservavamo le barche dei turisti che si avvicinavano alla cascata, sfidando la corrente che le trascinava indietro. Ogni angolo di quel posto era incredibile e surreale. Ancora non riuscivo a credere di essere in Svizzera.
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Dopo un po’, abbiamo ripreso il cammino e ci siamo incamminati verso l’alto. Lungo la salita, abbiamo visto una grande ruota ad acqua credo, che purtroppo era ferma perché il ristorante Mühlerad Bistro era chiuso. Proseguendo, siamo arrivati a un punto panoramico da cui si poteva ammirare la cascata dall’alto, con una vista a 360°. Anche qui non abbiamo resistito e abbiamo fatto altre foto.
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Siamo andati ad Adorf, in Bahnhofstrasse, e ci siamo fermati in un negozio chiamato Avec Express per comprare qualcosa da mangiare e dell’acqua. Faceva caldo, così abbiamo girato con il giubbino in braccio. Ho comprato dei mini donut carinissimi e ho avuto l’occasione di pagare in franchi svizzeri, dicendo “Danke” in tedesco. “Danke” significa grazie. 🍩😋
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Proseguendo lungo la strada, siamo arrivati a una rotonda, e lì ho notato una casa bellissima e particolare. Mi ha ricordato le case americane con il tetto a punta.
Quella casa assomiglia un po’ alla casa delle streghe. in questo caso, non ho resistito e ho scattato una foto per tenerla come ricordo.
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Abbiamo proseguito anche più avanti, c’erano ville stupende, ognuna decorata a modo suo, diversa dall’altra. Ci siamo imbattuti in un panorama bellissimo: tutto verde, con colline e fattorie in lontananza. Abbiamo trovato una banchina e ci siamo riposati un po’ i piedi. Mentre ci rilassavamo, abbiamo mangiato uno dei mini donut. 🐮🔔🌳
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Dove ci siamo seduti, alla nostra sinistra, c’era una piccola scorciatoia che portava verso il boschetto. C’erano funghi ovunque, piccoli e carini.
Questi mini funghetti sembravano piccole case per i folletti, creando un’atmosfera magica e da fiaba. Era come trovarsi in un mondo di fantasia, dove ogni dettaglio sembrava uscito da una storia incantata. ✨🍄.
Non li ho raccolti perché non me ne intendo. E se fossero stati velenosi? Non mi sono allontanata troppo per evitare rischi e quindi siamo tornati indietro.
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Gli orti all’esterno del B&B.

Il cortile all’esterno del B&B.
Fuori al B&B c’era un grande cortile-orto, diviso in aree: un campo di legumi, zucche, fiori, piante e così via. Mi sono imbattuta in un piccolo campo di girasoli – piccolo, ma con piante alte fino a 2 metri. Erano bellissimi. Alcuni erano un po’ flosci, mentre altri erano grandi e maestosi. Mi sono sentita piccola, con tutto intorno a me che sembrava enorme. Non avevo mai visto girasoli così da vicino, né li avevo mai toccati prima, quindi ero davvero sorpresa dalla loro bellezza. Amo la natura e i fiori perché sono pieni di colori e sfumature particolari. 🌻💛
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Poi ho visto un’altalena carina, in stile hippie, con robuste corde bianche. Mi sono seduta e ho iniziato a dondolare dolcemente. Mentre mi rilassavo, mi godevo la bellezza del cortile. L’area intorno era davvero tranquilla e silenziosa, un piccolo angolo di pace.
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A colazione mangiavo cookies morbidi con latte, miele e altre cose che non ricordo, ma che davano al latte un gusto diverso dal solito. Era così dolce che quasi non riuscivo a finire tutta la tazza. Altre mattine, invece del latte, mangiavamo pancarrè tostato con insalata mista e ingredienti aggiunti come carote, mandorle, salsiccia svizzera a pezzettini e, a volte, anche mela. Era buonissimo! Amo il mix di dolce e salato, è davvero la fine del mondo. Consiglio assolutamente di provarlo! 😋🥛🍪
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Siamo andati in uno Starbucks molto carino ed elegante. Abbiamo ordinato un frappuccino al cioccolato bianco, dolcissimo, proprio come piace al mio ragazzo. Abbiamo ammirato il posto e ci siamo seduti a un tavolo con sedie comode, basse e dal design moderno, con colori neutri. L’ambiente era rilassante e trasmetteva una piacevole sensazione di pace e tranquillità.Dietro di noi c’erano delle grandi vetrate trasparenti. Nel frattempo, chiacchieravamo e osservavamo l’ambiente intorno a noi, godendoci quel momento speciale. 🥤✨💚
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Abbiamo visitato anche il centro commerciale “Glattzentrum”, il centro commerciale di Zurigo, uno dei più grandi della Svizzera. All’interno c’era una scritta gigante “I Love Glatt”, tutta decorata con erba: era bellissima, mi ricordava i paesaggi delle favole, con cespugli sempre perfettamente curati, alberi ordinati e un’atmosfera da oasi fantastica.
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Poi abbiamo notato che c’era anche un McDonald’s, situato all’ultimo piano. Curiosi, siamo entrati a dare un’occhiata e abbiamo ordinato il solito menù. Come novità, però, c’era un donut a forma di cuore al gusto di lampone. Era delizioso! 🍩💕 Non riuscivo a smettere di ripetere quanto fosse buono! Ad ogni morso, masticavo lentamente per gustarlo al massimo, godendomi quel momento speciale.
Intorno a noi c’erano molte persone, e mi divertivo a osservarle: notavo i loro modi di fare, il loro modo di parlare. Ero curiosa di immaginare il loro punto di vista, tipico degli svizzeri. Ad un certo punto, la mia mente sembrava quasi vagare: mi sentivo così rilassata che stavo per abbandonarmi completamente alla tranquillità del momento. Mi sembrava di vivere il giorno più bello della mia vita. Ho goduto ogni istante al massimo, senza sprecare nemmeno un minuto.
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Siamo stati al ristorante Kaimug – Taste Thai, un ristorante thailandese. Curiosi, siamo entrati anche qui. Il posto era davvero stupendo, con una statua di Buddha al centro che catturava tutta l’attenzione, soprattutto la mia. La cultura thailandese mi affascina, e adoro scoprirne di più. Anche qui ho deciso di immortalare un ricordo con una foto che il mio ragazzo ha scattato per me. 🧘♂️🙏✨
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Questo negozio si chiama Rituals e vende tantissimi prodotti super profumati. Alcuni, però, erano troppo intensi per il mio olfatto. L’ambiente era spettacolare, arricchito da alberi finti con fiori bianchi, che creavano un’atmosfera di ritualità e benessere. I prodotti erano disponibili in diverse dimensioni, sia grandi che piccoli, ma tutti piuttosto costosi. 🌸🤍🧘♀️✨
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Quando eravamo al primo piano del centro commerciale, abbiamo notato gli ascensori trasparenti e abbiamo deciso di entrarci per vedere com’erano all’interno e per ammirare il panorama esterno. Appesi tutto intorno c’erano tantissimi origami a forma di lampade, non solo nei colori oro e turchese, ma anche in altre tonalità vivaci e delicate. Era davvero bellissimo, un dettaglio che rendeva l’atmosfera ancora più magica e suggestiva.
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Nelle strade di Zurigo c’erano parcheggi per biciclette ovunque, tanto da sembrare infiniti. Siamo anche saliti sul tram per dirigerci verso il centro della città.In tram e in treno le persone erano tranquille e silenziose. I mezzi erano pulitissimi, trasmettendo una piacevole sensazione di accoglienza. Il tram costava circa 9 franchi a persona. Ogni strada che percorrevamo, ogni svolta che facevamo, ci mostrava altre biciclette parcheggiate ovunque. È il posto più tranquillo al mondo, dove non si verificano furti né altro, grazie al massimo rispetto che le persone dimostrano.
Addirittura, alcune donne in bicicletta trasportavano un carrello, o meglio un passeggino, con i bambini lungo la strada.Le mamme, così serene e fiduciose per strada, sembrano quasi poter guidare la bici a occhi chiusi. È incredibile pensare che abbiano così tanta fiducia in quel contesto, qualcosa di molto raro in Italia.
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Giù alla stazione dei treni, abbiamo notato una colonna con una cascata d’acqua illuminata da giochi di luce e colori. Era davvero stupenda, un dettaglio che catturava l’attenzione e rendeva l’atmosfera magica.
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Siamo arrivati a Bahnhofstrasse, e alle mie spalle c’era Zurich HB, la stazione dei treni, e al suo interno si trovavano diversi negozi.
Mi sembrava di avere un dipinto dietro di me.
Alla mia sinistra nella foto, dove appoggio la mano sulla ringhiera, eravamo venuti da lì. Giù c’è la stazione del treno. E così, anche qui, ho immortalato un ricordo.
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Ci trovavamo esattamente a Zurigo, la città più ricca e costosa al mondo. C’erano tante persone per strada, ben vestite, magre e affascinanti. I negozi erano lussuosi, uno dopo l’altro. La strada era pulitissima e affollata. Si vedevano molte macchine costose, come Lamborghini, Maserati e Audi. Su entrambi i lati della strada c’erano alberi disposti in lunghe file, con piante curate e pulite, dalle foglie verdi e di vari colori. Le strisce pedonali erano gialle, a differenza dell’Italia, dove sono bianche.
C’era un negozio chiamato PKZ Women, molto grande, situato nella strada chiamata Bahnhofstrasse. Fuori dal negozio si vedevano biciclette parcheggiate tranquillamente, anche senza catena. Ho pensato a quanto siano fortunati a vivere in un posto dove non ci sono furti o criminalità. Poi ho notato H&M: come vedete, i negozi si susseguono, e molti sono piuttosto costosi. Sopra il negozio PKZ Women si trova il ristorante Hiltl Dachterrasse. Non ci sono stata, ma ho visto delle foto: sembra un ristorante bellissimo, quasi fiabesco, con sedie particolari intrecciate con corde, che ricordano un’atmosfera da favola.
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La foto al centro raffigura il Pavillon-Skulptur von Max Bill (#KiöR), una scultura del 1983 situata tra Pelikanstrasse e Bahnhofstrasse.
Quando l’ho vista, ho subito pensato che quella scultura fosse davvero importante, così ho scattato alcune foto. Intorno c’erano persone che passavano tranquillamente vicino, quindi non era un’area riservata o vietata. È un luogo di libero transito, accessibile a tutti.
Poi, poco dopo, ho fatto una ricerca sulla scultura per saperne di più.
”Max Bill (1908-1994) è stato un artista, architetto, designer e scultore svizzero, considerato uno dei maggiori esponenti dell’arte concreta. Nato a Winterthur, in Svizzera, studiò al celebre Bauhaus di Dessau, dove fu profondamente influenzato da maestri come Paul Klee e Wassily Kandinsky.
La sua carriera è stata caratterizzata da un approccio interdisciplinare che abbracciava arte, design e architettura, con un focus sulla precisione geometrica e sull’armonia visiva. Bill credeva che l’arte dovesse fondersi con la funzionalità, un principio che si riflette nei suoi celebri design, come gli orologi e i mobili modernisti, oltre alle sue sculture minimaliste.
Le sue opere, tra cui il Pavillon-Skulptur (1983), sono celebri per l’uso di forme geometriche pure e proporzioni matematiche, che trasmettono un senso di ordine e bellezza razionale. Max Bill ha lasciato un’impronta duratura nel mondo dell’arte e del design, incarnando l’ideale modernista dell’unione tra forma e funzione.”
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In strada non dovevamo preoccuparci di trovare fossi, escrementi di animali o altre cose spiacevoli. Era tutto davvero pulito e tranquillo, così non avevamo bisogno di guardare a terra. Camminavamo spensierati. Gli alberi, così numerosi, ci proteggevano dal sole forte. Faceva caldo, sì, e indossavamo abiti scuri che attiravano il calore del sole. Ci fermavamo ogni volta che vedevamo un negozio interessante.
All’interno dei negozi c’erano persone eleganti: manager, camerieri e cameriere vestiti impeccabilmente, e persino dei bodyguard all’ingresso che sembravano manichini per quanto erano immobili. A un certo punto ci siamo imbattuti in un negozio pieno di decorazioni dai colori autunnali, con fiori finti ovunque e cioccolatini di vari gusti e forme. I prezzi erano assurdi, ahah! 🍫😋✨
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In mezzo alla strada c’erano i binari del tram, che era di un bellissimo colore azzurro. Passava ogni 10 minuti, e non c’erano barriere, perché non ce n’era bisogno: le persone sanno come comportarsi, camminano tranquillamente e si spostano quando arriva il tram. Come vi ho detto, lì regna la massima fiducia. Si potrebbe persino camminare ad occhi chiusi, ahahah!
Dopo una lunga camminata, abbiamo trovato delle panchine sparse ovunque. Ne abbiamo scelta una per riposare i piedi e ci siamo messi ad ammirare l’ambiente: il tram che passava ogni tanto, le persone che si muovevano con eleganza e tranquillità. Anche qui ho immortalato un ricordo. 🚎✨
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Abbiamo preso un panino che ci è costato 15 franchi. Ne abbiamo preso solo uno da condividere, perché era grande e sostanzioso. Era davvero buonissimo! Il ristorante si chiama Subway ed è situato in Sihlstrasse 99, 8001 Zürich, Svizzera. 🥖😋
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In questa stradina all’interno del parco c’erano persone che facevano sport, correvano e alcune si facevano il bagno nel lago. C’erano anche delle panchine, e ci siamo seduti per circa un’oretta, credo. Di fronte a noi c’era una sorta di spiaggia, ma invece della sabbia c’erano degli scalini.
In lontananza si vedevano delle barche ferme, coperte, perché il giorno prima aveva piovuto.
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Questo posto deve essere Rentenwiese, un grande parco, tutto verde e ben curato, da cui si poteva vedere anche il Lago di Zurigo, il più grande, con barche ovunque. Mentre il mio ragazzo mi filmava, davanti a me c’erano delle scale circondate da così tante piante che quasi non si vedevano. Bisognava fare attenzione a scendere, perché i gradini erano corti e scivolosi a causa delle pietre e della terra presenti.
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Sulla spiaggia c’era una vista incantevole: pietre di varie dimensioni, alcune impilate una sopra l’altra a formare una sorta di piramide, con quelle più grandi alla base e le più piccole in cima. Sullo sfondo si vedevano le barche, mentre alcune persone erano sdraiate a terra a fare un picnic. Il rumore dell’acqua era rilassante, e si respirava un’aria piacevole e fresca. L’unico inconveniente era il sole, che era davvero molto caldo. 🍃💚☀️
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Mentre camminavamo lungo la strada, in lontananza abbiamo visto le fontane acrobatiche e ci siamo avvicinati per ammirarle meglio. Sul muretto c’erano tanti uccellini che gironzolavano tranquillamente, senza mostrare paura. Non è come in Italia, dove scappano già da lontano. Anche gli animali qui sembrano più tranquilli e pacifici, perché nessuno li disturba o si permette di andare a caccia.
Siamo rimasti vicini a questi uccellini carini per molto tempo. Ci divertivamo e ci meravigliavamo osservandoli per diversi minuti.
Cose che in Italia sono impossibili! 🐦🦜✨
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In questo posto era bellissimo rilassarsi e godersi il panorama. In lontananza c’erano le fontane acrobatiche chiamate Springbrunnen Aquaretum, che arrivavano incredibilmente in alto. Spettacolari! Mi ero seduta sul bancone, e anche qui ho catturato il momento con foto e video. Il mio ragazzo, intanto, mi faceva sia foto che video contemporaneamente.
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Questo piccolo boschetto era fantastico, un vero angolo di magia. Mi sono improvvisata modella, mentre il mio ragazzo scattava le foto. Mi affascinava questo micro posticino, che sembrava fatto apposta per immortalare momenti speciali: un tronco inclinato, perfetto per sedersi in modo naturale, e sopra di me rami con foglie pendenti che cadevano delicatamente, quasi come una pioggia di natura sulla mia testa. Ogni dettaglio contribuiva a rendere l’atmosfera unica e incantevole. 🌳🌿
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Poco dopo, abbiamo notato un piccolo boschetto e, vicino alla riva della spiaggia, c’era un’oca. Sembrava rilassata, come se cercasse pace e tranquillità. Quando l’ho vista, ho sentito il bisogno di avvicinarmi a quella creatura meravigliosa. Era tranquilla, ma facevo attenzione ai miei passi mentre mi avvicinavo. Quando ha iniziato a emettere dei versi, mi sono fermata, rispettando i suoi spazi.
Guadagnare la fiducia di un animale non è facile, quindi ho deciso di restare ferma e aspettare, dando a lei il tempo di avvicinarsi, per mostrarle che non avevo cattive intenzioni. È importante rispettare la loro natura e dimostrare gentilezza con pazienza
Il mio ragazzo ha filmato questo bellissimo momento, immortalando il ricordo di me con la mia nuova amica oca. 🦢✨
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Non solo abbiamo avuto modo di osservare gli uccellini, ma abbiamo anche incontrato un simpatico corvo che sembrava ammirare il panorama proprio come noi e così gli abbiamo fatto compagnia. Cercava cibo e si aggirava tranquillo, mordendo qualcosa che sembrava essere un pezzo di cartone o qualcosa di simile. Non scappava, quindi mi sono avvicinata, ma senza esagerare. Era un corvo grande, con un becco nero, appuntito e leggermente curvo.
Ogni tanto emetteva il suo caratteristico suono, che dobbiamo ammettere era un po’ inquietante. Sembrava davvero un animale possente e robusto.
Era la nostra primissima volta che vedevamo un corvo da così vicino. Bellissimo.
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Qui ci trovavamo su un ponte largo, con il fiume che scorreva placido sotto di noi. In fondo, si stagliavano tre chiese famose, creando un’atmosfera che sembrava uscita direttamente da una scena di Harry Potter. Erano chiese antiche, con dettagli unici che le differenziavano nettamente dall’architettura moderna di oggi.
Sulla sinistra si trovavano le chiese Fraumünster e San Paolo, mentre a destra svettava la Grossmünster, riconoscibile per le sue due imponenti colonne. La vista era impeccabile: il cielo presentava un contrasto spettacolare, con alcune nuvole bianche che sembravano dipinte a mano, e gli alberi sottostanti aggiungevano un tocco di colore naturale all’atmosfera. Sul ponte, le bandiere sventolavano eleganti, rendendo il panorama ancora più suggestivo.
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Siamo andati verso Limmatquai, dove ai lati delle strade c’erano alberi dalle foglie gialle e verdi, curati con grande attenzione: uno spettacolo stupendo. Di fronte, si estendeva un fiume grandissimo, la Limmat (in svizzero tedesco Limet o Limig), un corso d’acqua della Svizzera lungo 140 km, che appartiene al bacino idrografico del Reno.
La bellezza in questa foto è racchiusa nelle foglie gialle e verdi, nelle barche silenziose, nel sole che mi accarezza il viso, e infine nella chiesa di Fraumünster, che completa questa scena incantevole. 🍂🍁🍃🍂✨
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Qui siamo molto vicini alle due chiese, Fraumünster e San Paolo, e la loro imponenza è ancora più affascinante da questa prospettiva. Ogni dettaglio sembra raccontare una storia, rendendo il momento ancora più speciale.
In basso c’era una scala che scendeva fino alla riva del fiume, permettendo di avvicinarsi e ammirarlo da vicino. Non essendoci barriere di sicurezza, inizialmente ho preferito non avvicinarmi troppo, perché mi gira facilmente la testa e avrei potuto perdere l’equilibrio e cadere. Tuttavia, ho fatto un’eccezione per scattare una foto più ravvicinata al fiume. Mi ci sono voluti diversi minuti per farmi coraggio, ma alla fine ci sono riuscita, e subito dopo mi sono allontanata dalla riva.
Ci siamo seduti poco più in là per osservare il panorama: le chiese Fraumünster e San Paolo da un lato, e il fiume che scorreva placido davanti a noi. Anche qui ho immortalato il momento con delle foto ricordo, per custodire la bellezza di quell’attimo unico.
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Superato il ponte e le tre chiese, abbiamo raggiunto il Rathausbrücke, un ponte con una vista panoramica incredibile. Lungo il percorso c’era un muro alto, non tanto quanto me, sul quale ci siamo seduti. Accanto a noi c’erano altre persone: alcune sedute a rilassarsi, altre addirittura sdraiate a dormire. È vero, sembrava piuttosto rischioso, perché avrebbero potuto cadere mentre dormivano.
Intorno a noi c’erano diversi luoghi interessanti: il Rathaus Burger & Pasta, il Falafel & Mezze House, la Kantonspolizei Zürich, l’IQOS Boutique, Belair Fine Art e molti altri negozi, uno accanto all’altro. La varietà di locali e attività creava un’atmosfera vivace e piena di energia, perfetta per fermarsi a osservare la vita che scorreva intorno a noi.
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A Zurigo, durante il periodo pasquale, è tradizione decorare le fontane con fiori galleggianti, in particolare boccioli di rosa. Questa usanza, promossa dalle chiese della Città Vecchia, mira a diffondere un messaggio di speranza e bellezza.
La fontana situata nella stradina di Schipfe, chiamata “Brunnen” (che in tedesco significa “fontana”), potrebbe essere una di quelle adornate con questi fiori durante le festività.
È interessante notare che Zurigo è conosciuta come la “Città delle fontane”, vantando oltre 1.200 fontane, molte delle quali sono decorate con fiori in occasioni speciali.
L’aria era piacevole e respirabile. Avevamo una bottiglietta d’acqua che abbiamo riempito lì. Ogni tanto decorano la fontana con fiori freschi che galleggiano sull’acqua: uno spettacolo bellissimo, che ricorda la cultura giapponese, dove i fiori in acqua rappresentano armonia e bellezza.
Il mio ragazzo voleva che lo filmassi mentre faceva scene divertenti. Sopra ho aggiunto diverse foto per rappresentare meglio la scena.
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Abbiamo scoperto un ristorante fiabesco e lussuoso situato al 5° piano, chiamato Roof Garden. Si trova in Schweizergasse 11, 8001 Zürich, Svizzera. Nei piani inferiori c’erano negozi altrettanto prestigiosi, con articoli come profumi di marca, borse di lusso, gioielli costosi e abiti raffinati per uomo e donna.
Abbiamo utilizzato le scale mobili che ci hanno condotto direttamente all’ultimo piano, dove si trova il Roof Garden. Un ristorante impeccabile e lussuoso, come ho già detto, con camerieri affascinanti e un’atmosfera elegante. Le persone erano vestite in maniera impeccabile, ed era interessante osservarle. Anche i bagni erano splendidi e pulitissimi.
Oltre al ristorante, c’è anche una terrazza con tavoli all’aperto, ideale per chi vuole godersi l’aria fresca. Mi sono sentita ispirata a comportarmi come loro, per integrarmi e apparire come parte di quell’ambiente esclusivo.
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Abbiamo scelto il posto più bello del ristorante: un’area con due sedie a dondolo e un tavolo alto al centro. Era davvero bellissimo, ma un po’ troppo alto per me, tanto che i miei piedi non arrivavano a toccare terra, mentre per il mio ragazzo sì. Mi sono sentita piccola in confronto. Inoltre, mi preoccupavo che una delle nostre sedie potesse staccarsi, visto che erano appese al soffitto con enormi ganci. Ogni tanto ci dondolavamo, aggiungendo un tocco di divertimento all’esperienza.
Sulle pareti c’erano decorazioni con fantasie di foglie, funghi enormi e altri elementi naturali, creando un’atmosfera magica. Il tavolo era riflettente, simile a uno specchio, tanto che si poteva quasi specchiarsi (anche se non troppo chiaramente, ahah!). Dietro di me c’era una tenda che si poteva chiudere per creare uno spazio privato, perfetto per stare per i fatti nostri senza disturbare gli altri, oppure per avere un ambiente tutto per noi, intimo e coperto.
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Dopo aver ammirato la bellezza del Roof Garden, ci hanno portato il menù, che sembrava un libro qualunque. La copertina era stupenda, magica e fiabesca, tanto che era così bella che avrei voluto portarla a casa, ahah!
Ogni pagina del menù conteneva una frase speciale, che rendeva l’esperienza ancora più poetica e unica. Eccone alcune:
‘And the secret garden bloomed and bloomed and every morning revealed new miracles.’
– Frances Hodgson Burnett
‘Her heart was a secret garden and the walls were very high.’
– William Goldman
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Quando ci è arrivato il nostro primo ordine, ci siamo subito emozionati. Era tutto presentato in modo impeccabile, curato nei minimi dettagli. I colori, i profumi e l’aspetto dei piatti e delle bevande erano così invitanti che sembrava quasi un peccato consumarli. Era chiaro che ogni dettaglio fosse stato pensato per stupire e deliziare. 🍹🍸🥤✨
Anche i sottobicchieri erano fantastici, con un design davvero elegante e originale. Il bicchiere che conteneva il succo di mirtillo era altrettanto affascinante: aveva particolarità uniche che lo rendevano speciale, quasi un piccolo pezzo d’arte. Ogni dettaglio contribuiva a creare un’esperienza magica e raffinata.
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Quando abbiamo ordinato dei succhi e qualche nocciolina, mentre aspettavamo le altre portate, ci siamo messi a chiacchierare e ad ammirare l’ambiente. In quel momento ho scattato una foto, perché il mio ragazzo si era messo in una posizione strana e divertente, e non potevo perdermi l’occasione di immortalarlo!
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Infine, abbiamo ordinato un cappuccino freddo con sciroppo d’acero: era squisito!
La cannuccia era fatta di plastica rigida o forse di vetro; era piuttosto dura al tatto, dando un’impressione di solidità e qualità. Per esercitarmi a parlare in inglese, ho deciso di fare io il secondo ordine, mentre il mio ragazzo mi filmava per conservare questo ricordo. Però, al terzo ordine, mi sono completamente bloccata: il mio cervello è andato in blackout totale, e ho finito per rispondere in italiano. Alla fine, ci ha pensato il mio ragazzo a parlare con il cameriere. Ero così imbarazzata che mi sentivo tutta rossa in faccia!
Quante risate!
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All’uscita abbiamo notato una poltrona carinissima, realizzata in uno stile unico con peluche a forma di orsacchiotti. C’era anche un tappeto lungo, piuttosto grande ed elegante, che aggiungeva un tocco raffinato all’ambiente. Dietro di me, alle mie spalle, si poteva leggere la scritta del ristorante, che completava la scenografia. Era tutto davvero molto bello. Mi sono seduta sulla poltrona per farmi scattare qualche foto e conservare questo ricordo speciale. 🐻🧸
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Dopo il Roof Garden, siamo scesi ai piani inferiori per dare un’occhiata ai negozi lussuosi e, poco dopo, siamo usciti. Camminando verso Bahnhofstrasse, in prossimità di una curva vicino al negozio KURZ Schmuck und Uhren, abbiamo sentito da lontano suoni acuti simili a piccole campane natalizie.
Sopra il negozio c’erano tante piccole campanelle e un orologio magnifico con sfumature di blu. I numeri e le lancette erano dorati, creando un contrasto elegante e raffinato. Era davvero stupendo, un dettaglio che aggiungeva ulteriore fascino a quel luogo.”
Quando ci siamo avvicinati, abbiamo notato delle statuette in movimento che uscivano e rientravano dal negozio, creando uno spettacolo incantevole. Siamo rimasti lì a osservare finché il tutto è terminato, prima di proseguire il nostro cammino. È stato un momento davvero suggestivo.
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L’ultimo giorno in Svizzera, dopo lunghe passeggiate per Zurigo, mentre tornavamo alla stazione dei treni, siamo passati dal negozio di Souvenir che avevamo scelto. Ho comprato due calamite con la bandiera della Svizzera e dei cioccolatini confezionati, da regalare alla mia famiglia e alle mie amiche. Ero felicissima, perché ci tenevo ad avere qualcosa della Svizzera da portare con me in Italia.
Sulla busta c’è il disegno di una mucca, perché la Svizzera è famosa anche per le sue mucche.
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Il giorno della partenza, ci siamo svegliati molto presto per preparare le valigie e sistemare le ultime cose. Dopo aver fatto colazione, siamo partiti per raggiungere la stazione di Zurigo-Kloten.
Durante il volo di ritorno, ci siamo riposati, e come sempre io ero seduta vicino al finestrino, incantata ad ammirare la bellezza delle nuvole. Sembravano soffici come zucchero filato, bellissime e maestose. Erano così gonfie ed enormi che sembrava quasi un sogno immaginare di poter saltare su una di esse. Uno spettacolo davvero magico.
Amo le nuvole di questo genere (come quelle nella foto), perché assomigliano alle sembianze del mio cane Maltese, Fiocco. ☁️🌥️🌤️✨
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Questi 5 giorni in Svizzera mi sono sembrati durati un mese, perché li abbiamo vissuti intensamente, momento per momento. Sono stati 5 giorni fantastici, tra i più belli della nostra vita. Abbiamo trascorso ogni secondo della giornata facendo tantissime cose e assaporando ogni istante.
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